In una discussione su Linkedin iniziata da Andrea Saltarello:
Oggi, in una chat di gruppo segretissima, Gabriele Santomaggio mi ha detto che avrei dovuto pubblicare un mio messaggio qui su LinkedIn, ed io ho promesso che l’avrei fatto, nonostante la sh1tstorm che ne deriverà. Eccolo, senza alcuna censura. Feedback (civile) is welcome.
“ne approfitto per fare autocritica: come categoria professionale, penso che noi tech abbiamo sprecato, peccando di strategia a favore della tattica, una possibilità unica nella nostra storia di creare nuovi presupposti nel rapporto con le aziende. Es: l’abbiamo messa giù dura del tipo “meno di 50K di RAL in full remote è un insulto” pensando che la scarsità sarebbe durata all’infinito, invece di provare a creare un “new deal” (es: spingere per un CCNL più adatto alla nostra professione, o altre iniziative strutturali). Ma, in tal senso, il dilemma del prigioniero parla chiaro”
si è sviluppata una discussione a proposito del talento.
Riporto i commenti che ho trovato più significati e sui quali mi trovo d’accordo.
Salvatore Sanfilippo Software Engineer at Redis
Gianluca Astuti il talento è somma di due cose: di una predisposizione dell’individuo a svolgere un determinato compito al meglio, e del fatto che tale individuo per carattere, fortuna, privilegio sociale o di genere, ha perseguito in maniera vorace l’ottenimento delle maggiori capacità in un dato ambito. Misurarlo è semplice, un fuoriclasse lo si vede: ne ho incontrati tanti nella mia vita e non lasciano dubbi (faccio l’esempio di una donna: Yao Yue a Twitter). Poi, se uno vuole prendere il metro e cercare argomenti per mostrare che dopotutto siamo tutti uguali, pazienza. Non è vero. Abbiamo tutti pari dignità, ma Mozart e Einaudi non hanno avuto lo stesso talento.
e dopo vari interventi, quello di Massimo che riassume il precedente commento di Salvatore:
Massimo Brignoli Solutions Architect | Database & AI Evangelist | GTM Expert
Gianluca Astuti nelle aziende americane misurano solo die metriche: skill and will. Quali sono le tue competenze e la voglia che hai di spaccare il culo ai passeri. Chi ha basso skill e basso will è da licenziare. Chi ha alto skill è basso will è da motivare. Chi ha alto will ma basso skill è da addestrare. Chi ha alto will e alto skill è da promuovere.
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